Le lapidi dei Sammauresi

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Termine Definizione
Chiti via d'erramu si mundi mundi!

Che tu possa andare ramingo per il mondo! Una maledizione, ‘na lapida, tra le meno sentite come pericolose dai bambini degli anni 50. E questo per due buoni motivi: sicuramente perché molto spesso non se ne capiva il reale significato ne da parte del maledicente, né da parte del ricevente; ma fondamentalmente, non se ne coglieva la gravità perchè nulla poteva essere considerato più grave della situazione sociale in cui si viveva. Andare ramingo nel mondo era preferibile a tutte le maledizioni inerenti lo stato di salute e comunque non presupponeva una grossa perdita. La maledizione ha però avuto un risultato che non era minimamente nelle intenzioni delle nostre mamme, e si è risolta in un risultato che ha coinvolto quasi tutta la popolazione giovane di San Mauro Marchesato che se anche non è "raminga" nel senso negativo del termine, sicuramente oggi si trova a vivere lontano dal luogo in cui è nata. Per troppo tempo però il nostro paese ha considerato "errama" questa grande fetta di popolazione di San Mauro che vive fuori dai confini regionali, e questo non tanto perché gli uomini e le donne del nostro paese si siano dimenticati di loro, per fortuna i legami familiari e di sangue sono ancora uno dei capisaldi della nostra cultura, ma perché come collettività non abbiamo mai fatto niente per cambiare almeno la tipologia del legame che ad essi ci lega. Al di la di qualche sporadica festa dell'emigrato, di qualche manifesto di bentornati affisso sui muri del paese in occasione delle ferie estive, le amministrazioni comunali che si sono succedute negli anni, le associazioni presenti sul territorio, niente hanno fatto per andare oltre i riti formali dell'estate. Una situazione come tante altre che a prima vista appare senza uscita ma sulla quale è forse arrivato il momento di intervenire. Cominciare finalmente a ragionare nei termini che non è giusto assistere senza reagire al disastro umano dello spopolamento, che bisogna rischiare l'impossibile e che è sempre meglio fare qualche errore che nulla" Ci sembra arrivato il momento di dire basta a questa rimozione e avviare un percorso di riaggregazione collettiva che possa in qualche modo sottrarci ad una logica dello spopolamento che ci attanaglia anche in senso mentale oltre che fisico. Cominciamo con una proposta... semplice da attuare, assolutamente no dispendiosa, ma dalle enormi ricadute in termini culturali, sociali e forse anche economiche. Vogliamo riferirci alla costruzione di un museo dell'emigrazione Sammaurese che possa essere il luogo di comunicazione di Sammauresi vicini e lontani oltre che un "centro di idee" per il territorio può diventare un un centro di documentazione appunto sulla diaspora del nostro popolo. Non una semplice struttura per esposizioni o per la raccolta e la catalogazione di documenti e materiali, anche! Ma soprattutto uno spazio per idee e progetti da legare alle esigenze del territorio. Fare in modo che le due San Mauro, quella di chi ancora vi abita e quella di chi sta fuori, abbia a disposizione un luogo adatto per un ricongiungimento. Dare vita ad uno spazio in grado di ritessere la tela di un dialogo spezzato dalle continue partenze. Un museo e un centro di documentazione che sia un luogo di transito, di comunicazione attiva, un centro di idee da rivolgere alla comunità "globale" per la sperimentazione sul territorio.

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