Espressioni Sammauresi
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| Termine | Definizione |
|---|---|
| Aduri chi t'adduni |
Evento che accade in un momento inaspettato. "Aduri chi t'adduni ncigna d'a ciciuliare" "Da un momento all'altro inizierà a piovigginare" Aduri chi t'adduni t'arriva nu suttamussu ca ti l'arricuardi ppi tramenti campi! Quando meno te lo aspetti, ti arriva un manrovescio che te lo ricordi per sempre! |
| Anima tua, coscienza tua! |
Come a dire: "Se lo dici tu?" Oppure come dire: Se stai dicendo il falso, te la vedrai con la tua coscienza. Era l'espressione tipica delle donne che volevano troncare un discorso che non gli conveniva. Era un modo di non dare ragione all'altra, di fargli capire che non potendo controbattere alle tesi della controparte per mancanza di informazioni sicure e provate, rimetteva alla sua coscienza le eventuali conclusioni. L'espressione era usata dalle donne anche nel confronto con l'uomo che nella nostre zone pretendeva il ruolo di dominatore e non accettava di essere contraddetto, soprattutto dalla donna, sottoposta per definizione. Così quando la donna si rendeva conto di essere arrivata troppo oltre nella difesa delle proprie ragioni, lanciava questa massima che lasciava l'uomo con la sensazione frustrante di aver vinto solo formalmente. Era quasi sempre uno strumento subdolo di falsa adulazione che lasciava all'interlocutore la responsabilità intera della decisione. Era una delle tante armi che la donna aveva affinato nei secoli per sopravvivere ai soprusi e alle sopraffazioni di una società radicata nel maschilismo e nella legge del più forte. |
| For d'ù culu mia e... duvi va, vva! |
Con una variante "progressista" A nnu parmu i du culu mia e...duvi va, vva! Due tipiche espressioni del grande senso del bene comune che caratterizza una buona parte del popolo dei Carcagnuti. Qualsiasi cosa succeda al di fuori della ristretta cerchia della mia famiglia è cosa che non ci riguarda, che non ci deve preoccupare. Se non è cinismo questo!... |
| Parola d'onori |
Tutte le discussioni, i contratti, le compravendite, le affermazioni di verità asserite, i resoconti di attività svolte o viste svolgere, in poche parole, tutti i rapporti tra "uomini", si concludevano con la frase "Parola d'onori". Mi sono accorto molto presto che questa frase non era solo un modo di dire delle persone più grandi, quando per la prima volta mi sono trovato ad esprimermi in questo modo in presenza di mio padre. - Ricordati che la parola d'onori è tutto per un uomo e non si può dare a cuor leggero, non puoi usarla per cose da nulla, riservala per le cose che contano e soprattutto usala solo quando sei sicuro di poterla mantenere. Mancare alla tua parola significa non avere più credito tra le persone e assumere il ruolo di "bardarellu" nella comunità. Mio padre ovviamente non si fermò qui e condì il ragionamento con una serie di esempi concreti e di raffronti con alcune persone di nostra conoscenza diretta, o indiretta, che mi fecero passare la voglia di dire spensieratamente le due magiche parole. Più tardi ho sentito più volte il contraltare della formula: "E' vinutu menu a ra parola, è nu bardarellu!" Oppure: "Cuami cci l'affidi na figghjia i mamma a nu bardarellu ca u riescia da mantiniri mancu a parola c'ha datu! " Ed ancora: "ma cchi d'uamu si ca u ssìi capaci mancu i mantiniri a parola c'ha datu, e nnu vva tti ncafuni i na timpa!" Era il principio di un comportamento ostracistico nei confronti dell'interessato che, se non si traduceva in una inimicizia conclamata, era sicuramente condita di molta freddezza e indifferenza nei rapporti successivi. In un microcosmo in cui "a cridenza" molto spesso rappresentava l'unica possibilità di sopravvivenza, non mantenere la parola data significava molto spesso la fame per se e, cosa ancora più grave, per l'itera famiglia. Quanta acqua è passata sotto i ponti da allora; la formula è diventata anacronistica al tempo dei contratti scritti e della comunicazione globale ma, forse, quello che è diventato anacronistico è soprattutto l'onore. |
| Ti riaguli |
La frase tipica i du "Zzu Peppinu Cavarretta" con la quale rispondeva a quelle persone che con l'idea di mostrarsi gentili a tutti i costi, gli rivolgevano domande che presupponevano riposte scontate o, quanto meno, abbastanza prevedibili. |
| Tiani i manu i ficu |
Hai le mani senza resistenza come il legno del fico L'ho sentita quasi sempre sulla bocca delle donne anziane, soprattutto quando qualcuno dei bambini o delle giovani donne, faceva cadere qualcosa, o non riusciva a tenere con la dovuta forza l'oggetto che si stava lavorando. Il momento in cui si usava di più era quando si raccoglievano le lenzuola e la ragazza che aiutava si lasciava sfuggire un capo. |

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