"Una società nella quale si insegnano il mito del successo e del denaro a ogni costo porta a queste situazioni: forse ciascuno dovrebbe cominciare a interrogarsi, dovremmo chiederci come stiamo educando i nostri figli e i nostri giovani. Chi insegna che l’onestà è un valore?
http://www.corriere.it/cronache
Il virgolettato di lato riporta uno stralcio di una lunga intervista che Letizia Moratti, Sindaco di Milano, ha rilasciato al Corriere della Sera in merito alla vicenda del Consigliere comunale Pennisi, beccato mentre intascava una mazzetta.
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Il virgolettato di lato riporta uno stralcio di una lunga intervista che Letizia Moratti, Sindaco di Milano, ha rilasciato al Corriere della Sera in merito alla vicenda del Consigliere comunale Pennisi, beccato mentre intascava una mazzetta.
La nostra risposta potrebbe essere fin troppo ovvia: Tutti noi insegnamo ai nostri figli che l’onestà è un valore e tutti noi ci interroghiamo ogni santo giorno sulle situazioni che ci troviamo costretti a osservare nostro malgrado. Il problema sorge quando i nostri figli ci chiedono di fargli un esempio d onestà: La Moratti non può fare a meno di fare il nome di quello che ritiene il miglior rappresentante della società civile... Silvio Berlusconi; noi quello della persona umile e morigerata che abita magari vicino a noi e che vive dignitosamente insieme alla sua famigliola anche se.... con il suo onesto lavoro di tutti i giorni non ci riesce proprio a diventare miliardario dal nulla.
La differenza allora, ed è una differenza sostanziale, non è su "Chi insegna che l’onestà è un valore?", ma su quali esempi mostriamo ai nostri figli, e anche su questo, cara signora Moratti, se permette, la differenza è veramente sostanziale.
Ma la differenza è ancora più marcata quando i nostri figli "ci" interrogano su quali strade portano al successo e alla ricchezza e noi, poveri illusi, continuiamo a rispondere, con l'espressione ebete che contraddistingue gli onesti degli anni duemila,che il denaro e il successo non fanno la felicità... Noialtri onesti ebeti del 2000 ci crediamo ancora... per noi in fondo è già un successo essere riusciti a rimanere onesti, di questi tempi. Il problema è che non riusciamo ad essere sicuri che questa risposta sia veramente convincente per i nostri figli che accendono la televisione e si sentono dire che "Meno male ce Silvio c'è".
Ma la differenza è ancora più marcata quando i nostri figli "ci" interrogano su quali strade portano al successo e alla ricchezza e noi, poveri illusi, continuiamo a rispondere, con l'espressione ebete che contraddistingue gli onesti degli anni duemila,che il denaro e il successo non fanno la felicità... Noialtri onesti ebeti del 2000 ci crediamo ancora... per noi in fondo è già un successo essere riusciti a rimanere onesti, di questi tempi. Il problema è che non riusciamo ad essere sicuri che questa risposta sia veramente convincente per i nostri figli che accendono la televisione e si sentono dire che "Meno male ce Silvio c'è".
Chissà perchè la locuzione di "cattivi maestri" è sempre valida quando si parla di terrorismo, ed è invece vietato usarla quando si parla di moralità...
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