In fondo,  il mondo è soltanto come lo vedi. Puoi anche provare ad immaginarlo diverso da quello che hai davanti agli occhi ma non riuscirai mai a renderlo “altro” da quello che vedi, hai visto, o, altri hanno visto per te. Perché il mondo sei tu, e solo tu puoi decidere di farlo esistere ancora, piuttosto che farlo finire per sempre. E’ il mondo che ti deve la propria esistenza e non viceversa; non sei tu che gli devi la vita. Come in una gigantesca roulette  russa nasci “colpo in canna”, carico  o a salve per decidere dell’esistenza del mondo. E’ vero. C’è sempre qualcuno - quasi tutti gli uomini – che si illudono di essere nati per trasformarlo,  il mondo. Combattono una vita per lasciare poi, alla fine, che il caso decida per loro; per diventare alla fine, inutilmente, comunque, colpi carichi contro l’esistenza. C’è solo un modo. C’è solo un’alternativa a tutto questo: saperlo!  Saperlo, non ti eviterà che il caso decida per te. Saperlo, non ti salverà dal dilemma sull’esistenza del mondo.
Saperlo ti permetterà però, di sorridere in faccia al giocatore che ti voleva usare nel suo gioco perverso come ogiva inconsapevole nel caricatore.  Saperlo non ti aiuterà nella decisione di cambiare stato… Ma vuoi mettere, la soddisfazione di poter dire, sorridendo, al giocatore: -ho scoperto il tuo gioco.  In fondo sarebbe soltanto un primo, timido,  passo verso il cambiamento di condizione, verso la possibilità di renderlo effettivamente “altro”….il mondo. 
Da attore….a regista, finalmente! E se anche il gioco non dovesse riuscire, conquistare almeno la condizione di marionetta che ride!

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