C'è stato un tempo in cui governavano gli uomini, con tutte le loro contraddizioni, le loro debolezze, i loro egoismi... il loro essere uomini.
Poi Orwell raccontò del tempo dei maiali, quelli della "Fattoria degli animali". Tutti sanno come andò a finire. Per quelli che non lo sanno, basta che leggano il testo integrale pubblicato su questo sito.
Quello che molti non sanno, o forse preferiscono non saperlo, è cosa successe dopo: Orwell, nonostante le sue doti di preveggenza, non avrebbe mai potuto immaginare che sarebbe arrivato il tempo delle pecore. Ma, forse, Orwell, era nonostante tutto convinto nella capacità degli uomini di migliorare se stessi anche e soprattutto dopo i periodi di crisi profonda che avevano attraversato la storia dell'umanità. Era pur sempre legato a quella visione positiva della storia come maestra di vita che impedirebbe l'auto distruzione del genere umano. 
Quello che Orwell non avrebbe potuto prevedere era che potesse esserci un modello di autodistruzione non traumatico, non apocalittico; un modello che non assumesse come emblema quello rivoluzionario dell'eruzione, ma piuttosto quello meno evidente della melma emblematico della palude. Questo modello di dissoluzione lenta del genere umano, o per meglio dire della vita su questo sfortunato pianeta, inizia con quella che nei reperti che sono stati ritrovati in questo ormai lontano 3200 DC viene definita come l'Era della Pecora. Tutti gli animali della fattoria non erano riusciti a farsi una ragione di quella confusione che li aveva assaliti quando, guardando dalla finestra non erano più riusciti a distinguere tra le facce dei maiali e quelle degli umani.
Erano però arrivati alla conclusione, dopo tanto ragionare, che non sarebbe mai stato possibile competere con l'uomo sul piano dell'aggressività: questo schema avrebbe finito inevitabilmente per trasformare l'aggressività degli animali da competitoria verso gli umani a dispotica nei confronti degli altri animali.
L'unica soluzione che riuscirono ad elaborare, era che il governo del mondo poteva, e doveva essere possibile, solo evitando lo scontro con l'uomo e anzi, assecondandolo nei suoi istinti più animaleschi, rendendolo effettivo padrone del mondo. l'esperienza con i maiali aveva mostrato agli altri animali l'effettiva natura dell'uomo, la sua vera aspirazione: L'uomo voleva fare il Maiale!
Bastava portargli da mangiare, rendergli agevole il riposo, farlo crogiolare nel suo arem, perchè questi diventasse il vero padrone di niente. Bastava creare  delle colonie di umani a mò di porcilaia, per togliere all'uomo qualsiasi ambizione di dominio sul resto del territorio.
Continua nei prossimi capitoli

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