IL MATERIALE E L'IMMAGINARIO NELLA CULTURA DEL MARCHESATO CROTONESE

L’arpa di Pay Ya

Nel burrone di Lung Men tanto, tanto tempo fa c’era un albero di nome Kiri, un vero re della foresta. Un potente mago costruì con il legno di quest’albero un’arpa meravigliosa, il cui spirito non poteva essere domato nemmeno dal più grande dei musicisti. Per molto tempo quest’arpa fu custodita insieme ai tesori dell’imperatore della Cina senza che nessuno, tra tutti coloro che avevano tentato, fosse riuscito ad estrarre una melodia dallo straordinario strumento. Infine arrivò Pai Ya, il più bravo di tutti gli artisti. Accarezzò l’arpa con mano leggera, quindi prese a pizzicare leggermente le corde dello strumento. Pai Ya cantò la natura e le stagioni, le alte vette delle montagne e le tumultuose acque dei fiumi e tutti i ricordi dell’albero si risvegliarono. Incantato il Signore del celeste Impero volle conoscere il segreto che aveva permesso a Pai Ya di avere ragione della resistenza dell’arpa. “Maestà – rispose […]

Si dovrebbe iniziare morendo

Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così tricchete tracchete il trauma è bello che superato. Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno. Poi ti dimettono perché stai bene e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio. Col passare del tempo le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono. Poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d’oro. Lavori quarant’anni finché non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa. Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare. Poi inizi la scuola, giochi con gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finché non sei bebè. Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto […]

Dai conta su…

Dai dai, conta su…ah be, sì be…. – Ho visto un re. – Sa l’ha vist cus’e`? – Ha visto un re! – Ah, beh; si`, beh. – Un re che piangeva seduto sulla sella piangeva tante lacrime, ma tante che bagnava anche il cavallo! – Povero re! – E povero anche il cavallo! – Ah, beh; si`, beh. – è l’imperatore che gli ha portato via un bel castello… – Ohi che baloss! – …di trentadue che lui ne ha. – Povero re! – E povero anche il cavallo! – Ah, beh; sì, beh. – Ho visto un vesc… – Sa l’ha vist cus’e`? – Ha visto un vescovo! – Ah, beh; si`, beh. – Anche lui, lui, piangeva, faceva un gran baccano, mordeva anche una mano. – La mano di chi? – La mano del sacrestano! – Povero vescovo! – E povero anche il sacrista! – Ah, beh; […]